Linee Guida Lavoro Agile nelle Pubbliche Amministrazioni, trattativa con il Ministro Brunetta

Un documento fortemente insoddisfacente e deludente che limita l’organizzazione e l’attuazione del lavoro agile e i contenuti prestazionali con paletti, restrizioni, rigidità, deterrenti ed interventi a gamba tesa sulla contrattazione e i rinnovi contrattuali.

Queste le considerazioni a caldo del Segretario Generale della FIALS, Giuseppe Carbone, subito dopo il confronto odierno con il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che ha presentato le proprie linee guida in materia di “lavoro agile” – smart working- nelle pubbliche amministrazioni. Un documento tardivo che arriva dopo che lo stesso Ministro, con i recenti decreti, ha imposto il rientro in servizio di tutti dipendenti della pubblica amministrazione.

Nonostante che con la pandemia il lavoro a distanza ha creato nuove opportunità di lavoro e offerto più tempo per se stessi ai dipendenti con forti benefici non solo di produttività ma anche di risparmi economici per le pubbliche amministrazioni, il Ministro Brunetta fa finta di niente, intenzionato, con la proposta delle linee guida sul lavoro agile, a rendere tale istituto solo un’eccezione e non più un’alternativa al lavoro in presenza. 

Scelte inique, commenta Carbone, tanto più che con il rientro di tutti in presenza dal 15 ottobre scorso, con lo stesso decreto del ministro, si ritorna ad avere ambienti di lavoro tossici e non più tollerabili con uffici e stanze sovraffollate di dipendenti a pandemia non terminata e forti rischi di sicurezza negli ambiti dei luoghi di lavoro, orari di lavoro folli, tempi di spostamento casa-lavoro non più ammessi in una pubblica amministrazione che va di più verso la modernizzazione e l’innovazione tecnologica con il PNRR.

Le linee guida presentate oggi dal Ministro conducono su un binario unico che vede il principio inderogabile dell’”autonomia delle singole amministrazioni” di essere libere con i Piao (i nuovi piani unici) che presenteranno entro il prossimo 31 gennaio 2022, di stabilire la quota dei dipendenti da mettere in lavoro da remoto, senza dover adattarsi a quote prefissate come avvenuto nell’ultimo anno e mezzo, o decidere che non vi è alcuna necessità di ricorrere al lavoro agile.

Una impostazione non condivisibile – commenta Carbone – perché tradotto, ci saranno amministrazioni che potrebbero ricorrere al lavoro agile in forma estesa e altre che invece potrebbero decidere di azzerare o quasi questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.

Le linee guida devono rappresentare, invece, uno strumento importante per rafforzare la contrattazione nazionale e di secondo livello e dare indicazioni utili alle amministrazioni. Lo spazio della contrattazione, ed in specie quella di secondo livello, sono fondamentali sia sulla materia organizzativa del lavoro agile che sui contenuti e criteri come l’accesso, gli istituti economici, i lavoratori fragili, la disconnessione, la formazione e la salvaguarda delle specificità declinate per ogni comparto come nella stessa sanità.

Tante le criticità definite nelle linee guida dettate dal Ministro – prosegue Carbone – dall’esclusione dei turnisti dal lavoro agile, dall’imposizione del rientro in ufficio di 3 giorni la settimana, al richiamo coatto e senza motivazioni in ufficio dei dipendenti dal lavoro agile per   sopravvenute ed immotivate esigenze di servizio, un richiamo alla clausola anti-arretrati che si vorrebbe fare trovare spazio nel nuovo contratto, dalla impossibilità ad effettuare lavoro agile con la propria strumentazione tecnologia se non fornita dall’amministrazione, la non esigibilità della formazione.

Ma la proposta ministeriale, avverte il Segretario Generale della FIALS, tenta anche a raggirare il lavoro agile per obiettivi e a introdurre un lavoro da remoto con vincoli di tempo e obblighi di presenza in materia di lavoro con un “ibrido” tele-lavoro. 

La Confsal e FIALS invieranno a giorni le loro osservazioni alle criticità del documento ministeriale, tenendo conto, anche e soprattutto, delle specificità sul lavoro agile dei dipendenti dei singoli comparti ed Aree dirigenziali del pubblico impiego come della sanità.

La prossima riunione avverrà nei primi giorni di novembre dove si spera in un documento alternativo a quello presentato oggi dal Ministro e poi sarà sottoposto alla Conferenza Stato - Regioni ed inviato all’ARAN per la prosecuzione, nella specificità, dei rinnovi contrattuali e alle amministrazioni per approntare i loro distinti PIAO.

Si allega Bozza proposta Linee Guida Lavoro Agile


Allegato: Linee guida lavoro agile

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