Potenza, 14 ottobre 2026 – Dopo mesi di riunioni in Azienda, circa 900 mila euro attendono ancora di arrivare in busta paga e tra il personale cresce il malcontento. La decisione spetta alla Regione: è il momento di prenderla.
Sono soldi dei lavoratori. Circa 900 mila euro destinati all’indennità di pronto soccorso del personale dell’A.O.R. San Carlo di Potenza aspettano ancora di arrivare in busta paga: finora ne sono stati anticipati soltanto 164 mila. Dopo diverse riunioni in Azienda, la risposta arrivata ieri sera chiarisce chi deve decidere: la Regione Basilicata.
Tra il personale il malcontento cresce di giorno in giorno. Operatori sanitari e lavoratori dei servizi garantiscono l’emergenza-urgenza ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Conoscono il valore di ogni turno, l’attesa delle famiglie, le scelte da compiere in pochi minuti. E da mesi chiedono una cosa semplice: che chi deve decidere, decida.
Il contratto nazionale indica la strada con chiarezza. L’art. 69 del CCNL Comparto Sanità firmato il 27 ottobre 2025 stabilisce che l’indennità di pronto soccorso è differenziata per figura professionale «sulla base di criteri da definire in sede di confronto regionale». La legge ha stanziato le risorse dal 2022 e le ha incrementate più volte; alla Basilicata spetta lo 0,929% del totale nazionale.
La Regione Basilicata aveva l’occasione di decidere già a marzo. Al tavolo del 9 marzo 2026 più sigle sindacali avevano chiesto di individuare i servizi che concorrono al pronto soccorso e il personale avente diritto. La Regione ha passato la palla alle Aziende, definendola «materia di natura organizzativa», e la Giunta ha confermato quella scelta con la delibera n. 183 del 21 aprile.
Da quel passaggio sono seguiti sette mesi di attesa e di confronti aziendali senza esito. All’A.O.R. San Carlo di Potenza le riunioni si sono susseguite, due sigle hanno diffidato l’Azienda e l’Azienda ha posto un quesito all’ARAN. La risposta, illustrata ieri sera, chiude il giro e riporta la palla da dove era partita: tocca alla Regione.
Altre Regioni hanno scelto di decidere. Nel Lazio, a marzo 2026, Regione e sindacati, FIALS compresa, hanno firmato un accordo che differenzia l’indennità per figura professionale e mette a disposizione oltre 65 milioni di euro. In Piemonte la Giunta ha recepito il 2 marzo 2026 le linee di indirizzo per il riparto. In Basilicata no.
«Sono soldi dei lavoratori, non della Regione né dell’Azienda. La legge li ha stanziati, il contratto ha indicato chi deve decidere, l’ARAN lo ha confermato», dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale FIALS Potenza e delegato della Segreteria CONFSAL Basilicata.
«La Regione ha avuto ogni occasione per scegliere: a marzo al tavolo regionale, ad aprile in Giunta, in questi mesi davanti alle richieste dei sindacati. Ogni mese di attesa ha alimentato il malcontento di chi lavora e ha reso più faticosi i tavoli in Azienda. Adesso la responsabilità è tutta della Regione, e con essa la possibilità di dare finalmente una risposta».
Per questo la FIALS chiede all’Assessore alla Salute Cosimo Latronico di convocare il tavolo di confronto regionale con urgenza, senza ulteriori attese, e di definire in quella sede tre punti: i servizi interessati, il personale avente diritto, i criteri per figura professionale. Il personale dell’A.O.R. San Carlo di Potenza ha fatto la sua parte. Ora tocca alla Regione.