Infermieri e Oss guidati dal primario Massimo Perotto e dal sindacalista Gianni La Motta denunciano un ambiente sempre più teso, tra pazienti insofferenti e l’esibizione di coltelli. L'Asl Cn2 rafforza le misure di sicurezza, ma l’invito è di natura culturale: "Serve ripartire dal rispetto fin dalle scuole"
"In queste condizioni fare il nostro lavoro è diventato davvero difficile. Di questo passo si rischia di perdere un servizio fondamentale per la salute pubblica nel nostro Paese". Ha il tono grave di un appello accorato, un invito a fare tutti un passo indietro, il messaggio che arriva dalla decina di operatori in servizio al Dea dell’ospedale "Michele e Pietro Ferrero" che nei giorni scorsi ha voluto incontrare il nostro giornale per fare un punto sulla non felice situazione tra le stanze del pronto soccorso langarolo.
Prima linea della sanità locale sul territorio, il reparto deputato all’emergenza nel grande ospedale di Alba e Bra soffre da tempo la crescente pressione che arriva da una platea di pazienti divenuta sempre più aggressiva e incattivita.
Una tendenza in corso da tempo, purtroppo, secondo direttrici comuni a buona parte degli ospedali italiani, che negli ultimi due mesi ha però segnato il passo, arrivando all’estremo di due fatti particolarmente gravi: l’aggressione messa in atto da altrettante persone – un uomo e una donna – che si sono rivolte al personale del "triage" armate di coltello.