No allo scippo dell'indennità di vacanza contrattuale ai Lavoratori della Sanità Privata

Mentre i lavoratori della sanità e del sociosanitario privato attendono da anni il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e subiscono una pesante perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni, il Parlamento rischia di approvare una norma gravemente penalizzante nei loro confronti.

Il Decreto Legge 1° maggio 2026 prevede infatti l'erogazione dell'Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC), pari al 30% della variazione IPCA, quale misura di tutela per i lavoratori in attesa del rinnovo contrattuale. Tuttavia, un emendamento presentato dalla Lega, forza politica appartenente alla maggioranza di Governo che ha approvato il cosiddetto "Decreto Primo Maggio", mira ad escludere proprio i lavoratori della sanità e del sociosanitario privato da tale beneficio.

Una scelta inaccettabile e discriminatoria nei confronti di oltre 300.000 professionisti che ogni giorno, con competenza, responsabilità e spirito di servizio, garantiscono prestazioni sanitarie e sociosanitarie essenziali ai cittadini.

La FIALS esprime la propria ferma contrarietà a questo emendamento e chiede a tutte le forze parlamentari di respingerlo. È ormai improcrastinabile riconoscere dignità economica e professionale ai lavoratori della sanità privata, che nella quasi totalità dei casi assicurano servizi di pubblico interesse finanziati con risorse pubbliche.

Negare anche l'Indennità di Vacanza Contrattuale significa colpire lavoratori che attendono da troppo tempo il rinnovo del contratto e continuano a garantire assistenza e cura senza il giusto riconoscimento economico.

La FIALS è pronta alla mobilitazione e chiede l'immediato ritiro di questo emendamento. Non è accettabile che il mancato rinnovo dei contratti continui a ricadere esclusivamente sui lavoratori, trasformandoli di fatto in ostaggi di un sistema che continua a rinviare le proprie responsabilità.

La dignità del lavoro non si tocca. I lavoratori della sanità privata non possono essere considerati lavoratori di serie B.


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