Trattativa ARAN/SINDACATI Tavolo Tematico "Nuova Classificazione del Personale". Le prime riflessioni al tavolo negoziale della FIALS.

Si é aperta formalmente il 31 ottobre la trattativa sulla classificazione del personale e sono stati distribuiti dall’ARAN, come traccia di riflessioni sul tavolo negoziale, due documenti relativi alla classificazione del personale, previste quattro “aree prestazionali” e tre tipologie di incarichi funzionali.   .

La proposta ARAN di una nuova classificazione del personale, come precedentemente prevista nell’Atto di Indirizzo del Comitato di Settore, parte dal fatto che in sanità vi sono stati dei cambiamenti che hanno avuto riflessi sull’organizzazione del lavoro e sul personale.

Come si ricorderà, nell’Atto di Indirizzo del Comitato di Settore, rispetto alla nuova Classificazione del personale, erano delineati due direttrici:

 

A - prima direttrice:

  • l’inadeguatezza dei ruoli, così come definiti dall’ex DPR 761/79 – ruolo sanitario, tecnico, amministrativo e professionale – non permettevano di sviluppare un modello dinamico dei profili professionali e dare risposte a sviluppi di carriera professionale;
  • la proposizione, quindi, di una nuova architettura per aree prestazionali e non più per ruoli;
  • in ogni area prestazionale collocare i profili professionali per rispondere alla diversa e più articolata organizzazione del lavoro con un migliore assetto funzionale e che permetta una revisione più snella delle indennità;
  • un nuovo assetto professionale che prevede quattro aree prestazionali con l’iscrizione di interi profili professionali nelle singole Aree a livello di contratto nazionale di lavoro.

Queste le aree:

1 - area sanitaria, comprendente le professioni sanitarie infermieristiche – ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione e le arti sanitarie ausiliarie.

Nell’area sanitaria i professionisti svolgono “con autonomia professionale” attività individuate dalle norme istitutive dei relativi profili professionali e dagli specifici codici deontologici, se esistenti, indirizzate a:

√ prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva;

√ riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale;

√ esecuzione di procedure tecniche necessarie alla effettuazione di metodiche diagnostiche su materiali biologici o sulla persona, ovvero attività tecnico-assistenziale;

√ attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica e veterinaria.

 

2 - area dell’integrazione sociosanitaria comprendente gli operatori di interesse sanitario, Oss compreso, il personale appartenente ai profili di assistente sociale, di educatore professionale ecc..

Nell’area dell’integrazione socio-sanitaria ci sono operatori che erogano prestazioni sociosanitarie per soddisfare con percorsi assistenziali integrati i bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione e domestico-alberghiera e intervengono in attività di mantenimento dello stato di salute e in attività di lotta all’emarginazione, devianza e dipendenza.

In base al principio della riaggregazione dei profili per “rilevanza prestazionale” i profili attuali ed eventuali nuovi profili a rilevanza esclusivamente sanitaria vanno inseriti nell’area sanitaria indipendentemente dalla sede dove operano, quindi non solo territorio, ma anche presidi e strutture ospedaliere.

L’Oss è tra questi, superando l’attuale appartenenza al ruolo tecnico, valorizzando il rapporto di collaborazione con le professioni sanitarie e sociali a iniziare da quella infermieristica in una dimensione organizzativa più funzionale.

Migliore collocazione anche per l’assistente sociale e l’educatore professionale con una maggiore operatività professionale in un ambito di intervento più “propriamente valorizzante”.

 

3 - area di amministrazione dei fattori produttivi comprendente il personale amministrativo, tecnico e professionale.

Nell’area dell’amministrazione, i profili amministrativi, tecnici e professionali operano per la massima integrazione e cooperazione tra le strutture interne di appartenenza e le altre strutture aziendali, promuovendo nuovi sistemi di gestione e l'innovazione dei processi di lavoro, con un migliore raccordo tra direzione amministrativa aziendale e strutture amministrative dei distretti e dei presidi, unicità delle procedure, controllo del budget ed efficienza della spesa.


4. area tecnico-ambientale comprendente il personale tecnico-professionale delle ARPA.

Nell’area tecnico-ambientale, infine, c’è infine il personale delle Arpa, dedicato soprattutto all’ispezione, vigilanza e controllo dell’ambiente.

Le aree, si legge nell’Atto di indirizzo del Comitato di Settore, dovranno presentare nel futuro un processo strutturale dell’organizzazione del lavoro in termini prestazionali e funzionali in ambito ospedaliero e territoriale.

Nell’ambito del nuovo sistema di classificazione, riporta sempre l’Atto di Indirizzo, vi sono due vincoli precisi da rispettare: il primo vincolo sono la permanenza delle categorie A, B, C e D, in base alle quali e alla cui articolazione saranno distribuite le risorse contrattuali,con il secondo vincolo rimane la suddivisione della spesa del personale derivante dalla collocazione degli ex ruoli (sanitario, tecnico, amministrativo e professionale) come risulta dal Conto Annuale 2015.

 

B - seconda direttrice

E’ relativa a quella degli incarichi funzionali. Il documento dell’ARAN sottolinea l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro in sanità con l’implementazione di competenze e responsabilità professionali in funzione dell’evoluzione scientifica e tecnologica “che va accompagnata da una coerente evoluzione contrattuale del sistema classificatorio incentrato su nuovi elementi di flessibilità in luogo di precedenti rigidità”. L’ARAN propone tre tipologie:

  1. organizzativi e gestionali: dove collocare, in primis, le posizioni organizzative e funzioni di coordinamento.
  2. formativi: dove collocare i tutor e coloro che partecipano ai processi di formazione;
  3. professionali: dove collocare il professionista sanitario specializzato ed il  professionista sanitario esperto.

Per ogni tipologia di incarico necessita individuare i profili professionali, i requisiti, la durata dell’incarico che è previsto a termine, con una revoca oggettiva in rapporto all’organizzazione dell’Azienda Sanitaria e soggettiva in rapporto alla valutazione ed anche il rinnovo.

Per l’affidamento dei singoli incarichi si richiederà anche una comparazione selettiva.

Le stesse tipologie di incarico saranno incardinate nelle diverse quattro aree prestazionali.

Al nuovo sistema ed impianto di classificazione del personale sono collegati altri due temi fondamentali:

  1. le risorse economiche con una previsione di un unico fondo contrattuale;
  2. il modello delle relazioni sindacali con riferimento specifico alla contrattazione integrativa aziendale.

Sui due documenti relativi alla Classificazione del Personale, presentati sul tavolo negoziale all’ARAN, si è aperto un primo confronto in attesa di un approfondimento dei testi per una valutazione più complessiva.

Di seguito le prime posizione espresse dalla FIALS al tavolo negoziale

I documenti presentati meritano una dovuta riflessione da parte nostra ma chiediamo, anche, che debba esservi un’accelerazione delle trattative per chiudere il negoziato del rinnovo contrattuale, per il personale del comparto sanità, entro il mese di dicembre per essere esigibile, con la corresponsione anche delle risorse economiche, prima della elezione delle RSU di marzo 2018.

Non abbiamo una posizione pregiudiziale sul nuovo sistema delle Aree, così dette prestazionali, ma che a nostro parere devono anche essere funzionali, e degli stessi incarichi. Ci interessa capire, invece, la concretizzazione di questa nuova architettura in prospettiva ai riflessi sulle risorse economiche (aumenti contrattuali stipendiali ed indennità) e sulle relazioni sindacali a livello di integrativo aziendale.

L’architettura del nuovo sistema di classificazione, a nostro parere, sembra andare verso quattro direttrici:

1. prima direttrice: l’allineamento delle quattro categorie del comparto sanità A, B, C e D alle tre denominate aree del comparto funzioni centrali A, B e C.

Proprio per questo condivisibile allineamento la richiesta FIALS è quella dello svuotamento della categoria A (appena 25 mila operatori) verso la categoria B con l’applicazione del comma 15 dell’art. 22 del d.lvo 75/2017 (Madia).

Non condividiamo la proposizione dell’ARAN della estinzione dei livelli economici Bs e Ds che rappresentano, anche, momenti di sviluppo di carriera e tali devono rimanere.

Non siamo disponibili ad una retrocessione in basso dei profili collocati in Bs a B e in Ds a D anche se con norme che potessero salvaguardare il trattamento economico attuale.

Proprio perché sono livelli economici e non categorie, chiediamo che permangano le norme vigenti contrattuali del passaggio verticale da B a Bs e da D a Ds riservato esclusivamente al personale interno poiché sui livelli economici non è possibile attuare norme rinveniente dalla legge Brunetta (concorsi riservati al 50% al personale interno e 50% al personale esterno).

Altra considerazione la poniamo sulla necessità dello sviluppo professionale dell’Operatore Socio Sanitario proprio per quello che questa figura presenta oggi nell’ambito dell’organizzazione del lavoro a seguito, anche, dello sviluppo delle competenze delle professioni sanitarie.

Come anche, poniamo su questo tavolo negoziale e come integrazione al documento propositivo dell’ARAN, lo sviluppo professionale del personale amministrativo e tecnico attualmente collocato nella categoria C e che, di fatto, proprio per mancata assunzione in questi ultimi decenni di laureati amministrativi e tecnici nella categoria D, rimane costretto, di fatto, ad espletare tali funzioni. La così detta legge Brunetta che consente unicamente sviluppi verticali in presenza di titoli di studio (laurea per la categoria D) compromette, fortemente, lo sviluppo professionale dei tanti dipendenti collocati nella categoria C privi del titolo di studio.

Il personale amministrativo, come quello dell’attuale ruolo tecnico, merita una giusta collocazione nel processo di aziendalizzazione in atto.

Senza dimenticare che necessita, in questo contratto nazionale, dare giuste e dovute risposte agli Autisti di Autoambulanza che secondo gli Orientamenti ARAN devono svolgere funzioni e compiti di Autisti Soccorritori. Necessita individuare il nuovo profilo professionale come la stessa collocazione in una diversa e più conforme categoria allineando le diversità attuali, a parità di funzioni, di inquadramento in Bs e C.  

 

2. seconda direttrice: gli incarichi funzionali.

Il sistema proposto rimane da noi condivisibile perché allineato a quello configurabile, attualmente, nei contratti della dirigenza nel SSN.

Si passa dall’attuale ed unico incarico gestionale per i dipendenti collocati nella categoria D e livello economico Ds (coordinamento e posizione organizzativa) ad uno sviluppo verso tre componenti, denominate incarichi organizzativi e gestionali, formativi e professionali.

Incarichi che sicuramente, specie quelli professionali, daranno un impulso maggiore al riconoscimento di nuove competenze per le professioni sanitarie così delineate anche nel Patto delle Salute.

Come primo aspetto, siamo fortemente contrari a incarichi che abbiamo una forma sostanziale “occasionale” o “temporaneo”, come avviene, attualmente, per quelli di Coordinamento e posizioni organizzative.

La FIALS chiede un allineamento della proposta dell’ARAN delle tre tipologie di incarichi funzionali anche al personale amministrativo e tecnico della categoria D e livello economico Ds.  

In specie, gli incarichi funzionali organizzativi e gestionali, nella componente coordinamento devono essere estesi anche al personale della categoria D e Ds del personale amministrativo e tecnico (con un articolato e proprio profilo professionale) come attualmente avviene nella componente della posizione organizzativa.

Necessita, probabilmente, una ridefinizione dell’incarico formativo più attinente a queste due categorie di dipendenti, considerando, pertinente, invece, l’incarico professionale nelle componenti professionali da definire nel contratto nazionale.

Per quanto attiene gli incarichi funzionali, oltre a valorizzare le competenze con l’individuazione dei profili da immettere nelle aree prestazionali (per competenze funzionali per noi), riteniamo che necessita nel contratto nazionale determinare regole certe e definite per evitare la revoca dell’incarico come avviene con i sistemi pretestuosi attuali, specie per le funzioni di coordinamento e le stese posizioni organizzative.

Rimane, anche, questa una specifica richiesta della FIALS, allineare nell’ambito dell’incarico organizzativo gestionale, le competenze economiche dei coordinatori con quelle delle posizioni organizzative. Non è più accettabile una forbice economica elevata come quella attuale.

Il contratto nazionale, a nostro parere, deve riportare elementi che riconducano la funzione di coordinamento (funzione organizzativa e gestionale) a tutte le unità di personale operanti nella medesima unità operativa anche se in possesso di incarichi formativi e professionali.  

Permangono, invece, alcune perplessità circa la possibilità, per contratto, di individuare i profili professionali dello specialista esperto e specializzato.

 

3. Terza direttrice: aree prestazionali

Siamo convinti che le così denominate Aree prestazionali e che noi vorremmo che fossero definite come “Aree per competenze funzionali” in una logica de lavoro di équipe, della multidisciplinarietà e della complementarietà tra le professioni, danno un segno tangibile sia a quanto previsto dal Patto della Salute 2016-2018, così come richiamato nell’Atto di Indirizzo del Comitato di Settore, che al d.d.l. Lorenzin, in fase di approvazione alla Camera dei Deputati, sull’individuazione dell’Area Socio Sanitaria che all’evoluzione organizzativa e funzionale nell’organizzazione del lavoro nelle Aziende Sanitarie.

Le Aree che conterranno sia i diversi profili professionali delle categorie, attinenti alle medesime competenze e funzioni, che i profili professionali degli incarichi,  non solo, a nostro parere, rispondono meglio alla rigidità degli attuali e rigidi ruoli, ma permettono, anche, una revisione flessibile delle indennità come anche un’organizzazione più funzionale e rispondente ai bisogni emergenti di salute dei cittadini.

Le stesse Aree permetteranno una configurazione maggiore nell’ambito organizzativo funzionale degli Operatori Socio Sanitari come degli stessi Assistenti Sociali collocati, ora, in un ibrido ruolo tecnico.

 

4. Quarta direttrice: collegamento della nuova classificazione alle risorse economiche, alla revisione degli attuali tre fondi contrattuali e alle relazioni sindacali.

Ribadiamo subito che non è possibile attuare una nuova architettura della Classificazione del personale in Aree ed incarichi ad ISO risorse economiche.

Prima di tutto la FIALS chiede che il 100% delle risorse economiche per i rinnovi contrattuali, come rivenienti dalle leggi di bilancio, vadano interamente sul tabellare economico.

La nuova classificazione, come i nuovi incarichi e le stesse variazioni e modifiche delle indennità, devono essere totalmente finanziati dalle regioni con risorse fresche senza le quali non è possibile chiudere alcun contratto di lavoro.

Come FIALS ribadiamo che non condividiamo l’unicità degli attuali tre fondi contrattuali in uno perché vi sarebbero effetti devastanti sui premi di produttività e risultato come nella progressione delle fasce economiche.

Altro aspetto da sottolineare, prima di un approfondimento analitico dei documenti presentati dall’ARAN, rimane quello dell’impianto delle relazioni sindacali che si vuole definire a livello di integrativo aziendale per l’attuazione della tipologia degli incarichi.

 

Al termine degli interventi delle altre OO.SS. e per rispondere alla richiesta della FIALS di velocizzare le trattative contrattuali, il Dr. Gianfranco Rucco, responsabile della Direzione della contrattazione per la Sanità e le Autonomie Locali e Regioni,ha proposto con la condivisone di tutte le parti sindacali, di avviare l’altro tavolo sul “rapporto di lavoro” come richiesto dalla stessa FIALS nella precedente riunione del 12 settembre u.s.

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