Stabilizzazione Precari in Emilia Romagna: Luci ed Ombre....!

Nel giugno 2017 l’ennesimo Decreto Madia (DL 75/2017) sanciva la possibilità di superare il precariato nel pubblico impiego e quindi anche nel Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.

 

Nei mesi seguenti veniva emanata dal Ministero della Funzione Pubblica la circolare applicativa (3/2017) che impartiva indicazioni alle amministrazioni pubbliche che potranno partire subito con le assunzioni, a decorrere da gennaio 2018, per il triennio 2018-2020, senza aspettare, dunque, il piano triennale dei fabbisogni, tenendo conto però dei limiti derivanti dalle risorse finanziarie a disposizione e delle figure professionali già presenti nella pianta organica. Le amministrazioni dovranno operare, comunque, una ricognizione del personale potenzialmente interessato e delle esigenze di professionalità da reclutare.

 

Con il collegato alla legge di stabilità regionale (L.R. 27 DICEMBRE 2017, N.25, ART. 7) la Regione Emilia Romagna sanciva la decadenza delle graduatorie degli enti del Servizio Sanitario Regionale in vigore da più di tre anni con la motivazione della necessità di reperire personale aggiornato e le faceva decadere al 29/12, prima che la Legge di Stabilità Nazionale potesse prorogarle come previsto dall’art. 1 comma 676 che decorre invece dal 31/12.

 

Il 28 Dicembre il Governatore Bonaccini e l’assessorato alla sanità convocano le confederazioni sindacali e di categoria di CGIL CISL UIL, ESCLUDENDO FIALS CONFSALPER L’ENNESIMA VOLTA; con essi sottoscrivono un protocollo/accordo in merito all’applicazione della legge Madia per la stabilizzazione del personale precario.

 

L’accordo, ridondante e pleonastico, copia la circolare peggiorandone alcuni aspetti, vediamo quali:

 

  • introduce l’obbligatorietà dell’emanazione del dpcm con il fabbisogno triennale di personale;
  • la ricognizione del personale solo potenzialmente interessato alle procedure di stabilizzazione viene fissata nel numero di 851 operatori del comparto e 160 della dirigenza (v. tabelle allegate al comunicato stampa) tralasciando tutti coloro che hanno maturato requisiti fuori regione ovviamente non rientranti nelle ricognizioni aziendali;
  • Perentoria e più incisiva circoscrizione degli stabilizzandi tra gli aventi diritto in base ALLE ESIGENZE DI PROFESSIONALITA’ DA RECLUTARE e non per il semplice fatto di avere i requisiti previsti dalla legge;

 

L’accordo è stato tra le altre cose il motivo PRINCIPALE della decadenza coattadelle graduatorie in essere che avrebbero potuto creare problemi di legittimità nell’individuazione del personale da stabilizzare rispetto ad eventuali altri precedenti nella graduatoria stessa. Si preventivano possibili ricorsiper incompatibilità con la legge di stabilità 2017 e 2018.Le stabilizzazioni avverranno nell’arco di un triennio ma ricordiamo che nel 2019 ci saranno le elezioni regionali….

 

L’ACCORDO E’ SERVITO SOLO ALLA REGIONE ED A CGIL CISL UIL PER RICERCARE IL CONSENSO PERDUTO E RACCATTARE QUALCHE TESSERA IN PIU’ MA SUBITO DOPO LA SOTTOSCRIZIONE E’ SPARITO DAL WEB SOSTITUITO DA PROCLAMI E TABELLE PRIVE DI COMPARAZIONE E RIFERIMENTI AL TURN OVER: COME VEDETE, SOLO FIALS, COMBATTE QUESTO DEGRADO. MENTRE DA NURSIND, NURSING UP E ALTRI IL SOLITO SILENZIO ASSORDANTE…..

 

Le Segreterie Provinciali e Regionale FIALS hanno dato quindi mandato al Legale FIALS di  denunciare la Regione Emilia Romagna per condotta antisindacale


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