STABILIZZAZIONE DEGLI OPERATORI PRECARI IN SANITA’. UNA OPPORTUNITA’ PER TANTI MA PROBABILI LICENZIAMENTI PER ALTRI. LA POSIZIONE FIALS

Il DPCM sui precari della sanità, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale,consentirà ad una parte dei precari della sanità di essere stabilizzati ossia di partecipare a procedure di concorso riservate al personale che alla data del 30 ottobre 2013 abbia maturato negli ultimi 5 anni almeno tre anni di servizio.

Parliamo di oltre 32 mila soggetti, dichiara Giuseppe Carbone, Segretario Generale della FIALS, di cui  7.400 medici e la restante parte composta da personale dirigente e non per lo più infermieristico. Di questi, circa 27.000 lavora con contratto a tempo determinato, mentre poco più di 4 mila sono lavoratori interinali.

Questo DPCM, rimarca Carbone, è solo un primo passo, un primo momento, per dare risposte ai tanti operatori della Sanità che attendono da anni di essere stabilizzati.

Toccherà ora alle singole Aziende Sanitarie attivarsi immediatamente per le procedure concorsuali.

Sebbene le procedure concorsuali possano essere avviate entro il 31 Dicembre 2018, evidenzia Carbone, ci auguriamo che il percorso si attivi in tempi più brevi.

Siamo convinti dell’opportunità e necessità di una concertazione tra singola Regione e Sindacati di categoria della Sanità per definire linee guida omogenee da tenere in ogni Azienda Sanitaria sia per la tempistica dei concorso (possibilità anche di un unico concorso a livello regionale per abbattere i tempi di stabilizzazione), sia anche per quanto attiene le proroghe del personale attualmente in servizio a tempo determinato e personale con rapporto atipico al fine di garantire il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Siamo convinti, esplicita Carbone della FIALS, che vi é ancora molto da fare e che il DPCM non azzera tutto il precariato in sanità, ma rimane solo l’inizio di un percorso che ha come finalità ultima quella di eliminare il precariato presente nelle Aziende Sanitarie.

Infatti, il DPCM non garantisce la stabilizzazione di tutti i precari a tempo determinato avente i requisiti richiesti dal medesimo DPCM e non apre alcun percorso per la stabilizzazione del personale con rapporto di lavoro atipico (CO.CO.CO. ecc.)..

Certo l’impegno del Ministero della Salute su questo problema rimane ma riteniamo che si debba procedere ad una apertura immediata del tavolo di confronto.

Ma ci corre l’obbligo di denunciare come il DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale non è certamente il documento definito sul tavolo di confronto tra Sindacati rappresentativi e Ministero della Salute ma quanto rielaborato, in modo restrittivo, dopo il parere obbligatorio del MEF e del Ministero della Funzione Pubblica e mai condiviso dai sindacato come della stessa FIALS.

Infatti, il documento elaborato in sede di Ministero della Salute, prima dei predetti pareri, teneva conto sia del “regime speciale” che il DL 101/2013 riservava alla stabilizzazione del personale del Servizio Sanitario Nazionale (quindi una maggiore flessibilità per la stabilizzazione o meglio consentiva a tutti i dipendenti aventi i requisiti di anzianità di ottenere il rapporto a tempo indeterminato con il consolidamento della spesa attuale nei bilanci aziendali, sia della recente sentenza della Corte di Giustizia del 26.11.2014.

La FIALS non è rimasta certamente ferma e ha chiesto, immediatamente, al Ministero della Salute e allo stesso Governo Renzi di aprire subito un tavolo di confronto per discutere e ricercare soluzioni valide non solo per il restante 50% del personale precario a tempo determinato da stabilizzare, ma anche di definire le assunzioni degli operatori con rapporti atipici al fine di non smantellare di risorse umane il Servizio Sanitario Nazionale e garantire, quindi, almeno gli attuali Livelli Essenziali di Assistenza a parità di spesa nei bilanci aziendali.

Si allega in pdf il testo del DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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