Rinnovo CCNL, FIALS: Non subiremo un contratto a perdere!

La negoziazione del rinnovo del contratto nazionale sta animando non poco gli animi degli infermieri italiani. Assocarenews.it ha raggiunto Giovanni Recchia, della segreteria nazionale FIALS, che sta seguendo questo rinnovo in prima persona presso i tavoli con l'ARAN.

Il rinnovo del CCNL è un momento fondamentale per il prossimo futuro  della professione infermieristica. Cosa è lecito aspettarsi da questa negoziazione?

Nel merito di quanto attiene le specificità delle professioni sanitarie interessate dal rinnovo contrattuale di comparto che annovera nel suo interno una quota rilevante d’infermieri, le nostre azioni e il nostro obiettivo, trasparentemente evidenziato nelle nostre comunicazioni istituzionali, sono finalizzati a incardinare nel contratto tutti gli aspetti ed elementi di novità che hanno caratterizzato la crescita professionale e il percorso di sviluppo della professione infermieristica avvenuta prepodenteratamente durante il lungo periodo di congelamento del rinnovo contrattuale.

E’ sotto gli occhi di tutti la rilevante crescita e sviluppo che ha maturato la professione infermieristica in ogni suo ambito e contesto di riferimento, in larga parte determinata dai cambiamenti in atto nel panorama sanitario italiano e internazionale. La scienza infermieristica trova spazio e si propaga come una delle scienze accademiche di maggiore investimento sociale per i bisogni di salute che la popolazione esprime in questo momento e in previsione futura.

La FIALS quindi, che conta un notevole numero di iscritti infermieri, segue con particolare attenzione l’evoluzione professionale della professione infermieristica per il valore che esprime nei suoi ambiti di competenza sempre più specifici e specialisti in coerenza con le descrizioni che pongono le rinnovate evidenze scientifiche.

In quest’ultimo periodo, l’infermieristica italiana si è fortemente evoluta con un significativo aumento degli ambiti di competenza professionali che gli riconoscono una maggiore esposizione in tema responsabilità ed autonomia professionale poiché attore della pianificazione di processi, percorsi e gestione dei più diversificati modelli organizzativi in uso nei sistemi sanitari del nostro paese.

Questi alcune delle riflessioni e valutazioni che ci inducono ad esprimere valutazioni fortemente critiche a trasferire in un articolato di una “commissione paritetica”, avulsa da qualsiasi dinamica di condivisione a rilevanza multi professionale, le tematiche relative allo riconoscimento dello sviluppo professionale conquistato dagli infermieri; riteniamo, invero, necessario attuare immediatamente strumenti contrattuali innovativi che aprono alla possibilità di riconoscere “legittimamente”, anche sul piano contrattuale, la loro evoluzione professionale, tale da valorizzare le “rinnovate” e “approfondite” competenze professionali atte ad assicurare, nel contempo, una migliore gestione dei processi di innovazione dell’organizzazione del lavoro in sanità.

In questo momento di rinnovo contrattuale, ci stiamo adoperando con significative proposte, formalmente ospitate su tutte le testate giornalistiche di settore, che attuano un concetto a noi chiaro per determinare nel concreto lo sviluppo professionale degli infermieri con la definizione e descrizione delle declaratorie delle competenze proprie delle posizioni di “professionista specialista” e del “professionista esperto”.

E’ un impegno imprescindibile per la FIALS! Un impegno preso nei riguardo della professione infermieristica e delle professioni ordinate in accademia.

Abbiamo chiesto di riprendere contrattualmente, le aree di specializzazione della professione di infermiere consone all’architrave di definizione organizzative che lo sviluppo del sistema sanitario impone, ovvero:

  1. area cure primarie - infermiere comunità-famiglia;

  2. area intensiva e dell’emergenza urgenza;

  3. area medica;

  4. area chirurgica;

  5. area neonatologica e pediatrica;

  6. area salute mentale e dipendenze

Abbiamo chiaramente espresso il nostro punto di vista sui criteri di progressione economico del personale infermieristico che ci è stato prospettato dalla parte pubblica, in correlazione con la valutazione delle competenze professionali acquisite e dell’esperienza professionale maturata.

Ed ancora, riteniamo, che in questo contratto si debba rielaborare il sistema degli incarichi organizzativi/gestionali, oltre a quelli formativi e di ricerca.

Sul capitolo relativo agli incarichi per il personale del ruolo sanitario e quindi anche per gli infermieri, la FIALS ha chiesto che ai fini dell’assegnazione del nuovo incarico organizzativo/gestionale (inclusivo delle funzioni di coordinamento e posizione organizzativa), il requisito di accesso deve essere necessariamente ed esclusivamente il possesso del master di I livello in management o per le funzioni di coordinamento nonché una esperienza di almeno 5 anni nel profilo di appartenenza in categoria D ovvero il certificato di abilitazione alle funzioni direttive nell’assistenza infermieristica con un trattamento economico graduato, rispetto alla complessità dell’incarico, di un minimo di 3 mila euro ad un massimo di 10 mila euro, tale da riconoscere più ampiamente ed in modo rilevante, nei diversi sistemi dell’organizzazione, la funzione specifica dei coordinatori come anche nel sistema di classificazione con il passaggio alla categoria DS.

Per l’incarico di “professionista specialista“, la FIALS in coerenza con l’attuale ordinamento universitario, ritiene precisare che é necessario il possesso del master specialistico di I livello rilasciato dall’Università, mentre per l’incarico di “professionista esperto” è necessario che l’infermiere abbia nel suo “core curricula” documentate competenze avanzate ed almeno 5 anni di anzianità nella categoria D.

Per tutti gli incarichi sia organizzativi/gestionali sia professionali (professionista specialista e professionista esperto) ulteriori titoli devono essere valutabili a livello di regolamentazione di contrattazione aziendale e tenuti conto nell’affidamento in rapporto alla graduazione e alla complessità delle funzioni degli stessi.

Per quanto attiene la valutazione degli incarichi per gli infermieri di organizzazione/gestionale, la FIALS ha chiesto che la valutazione dei requisiti e delle selezioni sia di esclusiva pertinenza del ruolo della dirigenza sanitaria infermieristica.

Per gli incarichi di professionista specialista e professionista esperto, la valutazione deve essere effettuata dai responsabili degli incarichi organizzativi/gestionali che gerarchicamente sovraintendono gli incarichi professionali.

In particolare, la FIALS continua a sostenere che la valutazione finale positiva dei diversi incarichi costituisce unico elemento per la conferma dell’incarico senza alcuna altra selezione

Abbiamo chiesto di inserire nel contratto che nel conferimento degli incarichi per il personale del ruolo sanitario rimane requisito essenziale l’essere in possesso dei crediti formativi ECM come da disciplinare regolamentato dall’AGENAS impegnando l’Azienda a promuovere iniziative formative gratuite. La mancanza di tali crediti, a nostro avviso, deve ritenersi motivo di esclusione da qualsiasi incarico.


 

Gli stipendi degli infermieri non sono valutabili come proporzionati alle responsabilità ed al carico di lavoro che ogni giorno viviamo ad ogni livello. Quali sono le posizioni di FIALS rispetto agli 85 euro medi lordi proposti in aumento?

Per la parte economica, siamo consapevoli che i paventati 85 euro lordi medi mensili dal 2018 non sono certamente incrementi economici che soddisfano quanto si è perso in termini di inflazione in questi nove anni di blocco contrattuale e ancor di più se rapportati al rinnovato profilo di responsabilità e competenza.

Gli incrementi contrattuali posti sul tavolo contrattuale derivano, a regime, dai vincoli posti dalla legge di bilancio 2018 definitivamente approvata. Ovviamente è nelle “corde” del sindacato, nell’ambito della contrattazione nazionale e integrativa aziendale, concorrere a ricercare ulteriore forme di incremento retributivo premianti, anche se in parte, la professionalità degli infermieri.

Intanto, la FIALS, ha concretamente posto all’attenzione del tavolo contrattuale, in ragione proprio della specificità degli infermieri e conseguentemente ai bisogni che oggi esprime l’utenza nell’accesso alle cure infermieristiche, l’estensione dell’attività libero professionale. Argomento che, come è noto, la FIALS sta affrontando non solo sul tavolo contrattuale ma in altri rapporti ministeriali, con proposte di modifica delle norme che regolano il rapporto di pubblico impiego.

La FIALS ha posto altresì all’attenzione del tavolo negoziale l’aumento del numero di fasce economiche per ogni categoria ed individuare criteri che diano la possibilità di tali passaggi ogni biennio economico finanziati con progetti mirati di recupero dello spreco in sanità e quindi nelle diverse Aziende ed Enti.

La ricerca di ulteriori trattamenti economici da definire concretamente nel contatto con un articolato che introduca importanti elementi utili a favorire la motivazione dei professionisti, con ulteriori progetti finanziati economicamente in applicazione dell’ex art. 16 della legge 111/2011 relativi alla digitalizzazione e la semplificazione delle procedure e alla riduzione dell’assenteismo. I relativi risparmi economici vanno direttamente nelle retribuzioni degli infermieri che definiscono ed attuano nelle singole unità operative i relativi progetti.

Un’altra iniziativa patrocinata dalla FIALS riguarda il riconoscimento delle fasce economiche anche nel passaggio di azienda o ente per vincita di concorso come previsto per il passaggio per mobilità.

Per quanto attiene tutte le tipologie delle indennità al personale, la FIALS ha chiesto che le stesse siano assolutamente rivalutate economicamente.

Come abbiamo chiesto che rimane indispensabile prevedere il riconoscimento delle indennità agli infermieri che prestano l’attività nei DEA e Pronto soccorso come nei servizi 118.

E’ stato posto anche il problema, a nostro avviso importante, dell’investimento economico delle Aziende ed Enti sulla formazione obbligatoria del personale. Rimane importante che dai bilanci aziendali sia investito l’1% annuale alla formazione del personale e l’eventuale miniore somma non spesa venga riversata sul fondo della produttività collettiva e ridistribuita al personale in rapporto ai profili professionali e al peso della obbligatorietà della formazione.

Un ultimo tassello, notevolmente importante e fondamentale che la FIALS porta avanti nella trattativa ed essenziale per la chiusura positiva del contratto, è ricercare, a tutti i costi, la disponibilità delle Regioni a porre risorse aggiuntive regionali (RAR) sul nuovo fondo contrattuale denominato “premialità”, al fine di riconoscere ulteriori incrementi retributivi ai dipendenti, in larga parte al personale infermieristico, per il riconoscimento reale del loro apporto nei sistemi sanitari vista la cronica carenza di personale di tale categoria.


 

Oltre alla retribuzione, quali altri elementi in questo CCNL meritano maggiore attenzione per migliorare le condizioni lavorative degli infermieri?

Sull’articolato del “Rapporto di Lavoro”, abbiamo ribadito come molti passaggi dei testi contrattuali presentati dall’ARAN, costituiscono un inaccettabile arretramento normativo rispetto alle clausole conquistate dai dipendenti della sanità negli anni passati.

Tutte le norme restrittive e le riduzioni di garanzie derivano in modo evidente dalle carenze organiche divenute ormai intollerabili e in tal senso suona addirittura come una beffa la prima frase contenuta nell’articolato relativo “all’orario di lavoro”: “nel rispetto delle disposizioni del d.lgs. 66/2003”.

I punti di maggiore criticità sul capitolo dell’orario di lavoro, sui quali la FIALS ha posto riserve motivate che si ritengono inaccettabili sono:

  • l’elevazione a sei mesi, anche fino ai dodici mesi, del periodo di riferimento per il calcolo della durata media di quarantotto ore settimanali dell’orario di lavoro;

  • le deroghe al riposo giornaliero di 11 ore nelle 24 ore.

Abbiamo espresso anche una valutazione negativa all’inserimento nel contratto di un articolato relativo alla possibilità di contratti di somministrazione lavoro (ricorso ad agenzie interinali) per il personale infermieristico.

Nell’articolo sul “Servizio di pronta disponibilità”, abbiamo richiesto l’eliminazione della pronta disponibilità di mattina e pomeriggio perché penalizza in modo evidente la qualità dell’assistenza come di togliere l’elevazione a dieci pronte disponibilità mensili e ripristinare le 6 del precedente contratto. Abbiamo, infine, chiesto che come avvenuto nel contratto della dirigenza vi sia il superamento della reperibilità con la guardia attiva e la reperibilità in via residuale.

Abbiamo chiesto l’abolizione del lavoro straordinario con la vigenza di questo contratto e conseguente assunzione di nuovo personale in rapporto al fabbisogno come da recente legge Madia –d.lvo 75/2017 -.

Nell’articolato “Ferie e Festività” abbiamo chiesto che i 15 giorni di ferie siano da intendersi continuativi con esclusione dei giorni di riposo settimanale e di festività.

Nell’articolo relativo ai “permessi giornalieri e retribuiti”, abbiamo chiesto di puntualizzare che ai sensi della normativa vigente, che prevede l’obbligo della formazione continua – Ecm - per i professionisti della Sanità, non vi possono essere eventuali esigenze di servizio che impediscano la concessione dei relativi permessi e come tutte le tipologie dei permessi vengano estesi anche al personale a tempo determinato.

Proprio per la specificità delle funzioni delle professioni sanitarie e quindi anche degli infermieri abbiamo chiesto che 2 ore settimanali dell’orario di lavoro siano dedicate alla formazione ed aggiornamento, come avviene per la dirigenza medica che di ore ne ha 4 settimanali su 38 ore settimanali di lavoro.

Abbiamo chiesto l’introduzione della sperimentazione dell’orario di lavoro per le professioni sanitarie e quindi degli infermieri a 35 ore settimanali – articolato che lo vediamo scritto nell’ultimo documento distribuito dall’ARAN.

La FIALS ha richiesto all’ARAN che nella parte normativa del rapporto di lavoro, necessita disciplinare, anche, la mobilità del personale tra Aziende a livello regionale ed interregionale così come previsto dall’art. 3 intitolato ”Modifiche all’articolo 30 del d.lvo 165 del 2001” del d.lvo 75/2017 che demanda alla contrattazione nazionale tale disciplina così da interrompere il meccanismo distorto di vincolare, per sempre, la mobilità al parere positivo dell’Azienda o Ente cedente.

Abbiamo, inoltre, chiesto di disciplinare con il contratto:

  • il tempo di vestizione/vestizione;

  • la formazione, aggiornamento professionale e tutoraggio;

  • la prevenzione del fenomeno della violenza negli ambienti di lavoro;

  • la parità di genere;

  • l’applicazione del decreto legislativo 81/2008 che impone la valutazione del rischio diversificato rispetto all’età nelle visite attinenti il medico competente;

  • la prevenzione salute negli ambienti di lavoro personale senior con età superiore a 50 anni – norma anche prevista nell’atto di indirizzo -.

Probabilmente si potrà fare di più e faremo di più sino al termine di conclusione della trattativa. Non molleremo mai e questa la forza della FIALS che ci distingue, anche, da altre organizzazioni sindacali di singola categoria come anche dalle altre.

 


Alcuni sindacati hanno congiuntamente promosso una mobilitazione in merito all'insoddisfazione di questo CCNL proposto. Quali azioni intendete percorrere se le vostre proposte non verranno ascoltate?

Ribadiamo subito che il ruolo del sindacato è quello di negoziare fino in fondo e di non abbassare mai la bandiera durante la contrattazione.

Non abbiamo ancora discusso della parte economica, come non rimangono chiusi alla negoziazione tutti gli articolati normativi proposti dall’ARAN. La stessa ARAN al tavolo contrattuale del 16 u.s., ha dichiarato che la prossima settimana definirà l’intero articolato, anche per la parte economica, tenendo presente tutte le proposte ed emendamenti inviati per iscritto dalle OO.SS. come ha già fatto la FIALS.

L’intero articolato ARAN sarà sottoposto alla parte sindacale nei primi giorni di febbraio e da quel momento in poi si apre la REALE NEGOZIAZIONE. Ci saranno tre o quattro giorni intensi per ricercare insieme tutte le possibilità per un contratto dignitoso economicamente agli operatori ma che anche dia un’apertura visibile al riconoscimento dell’evoluzione delle singole professioni.

Rimane anche possibile stimolare mobilitazioni ma è strumentale in questo momento dire che ha vinto l’ARAN e che hanno perso i sindacati. Se poi alcuni sindacati si sentono già sconfitti e persi e ricorrono già alla mobilitazione, pazienza, ci sarà, probabilmente, per loro una prossima volta per avere più coraggio e grinta e trattare fino in fondo.

Se poi gli stessi sindacati, in vista delle RSU, intendono stimolare da subito mobilitazioni per accaparrarsi voti il 17, 18 e 19 Aprile, sono liberi di farlo, ma dovrebbero anche essere coraggiosi e non codardi e dichiarare, da subito, che non andranno mai a firmare un contratto il giorno successivo alle elezioni delle RSU se lo stesso fosse firmato dalle altre OO.SS. prima delle RSU.

Potrebbe sicuramente rimanere facile, per alcuni sindacati, dichiarare che il rinnovo contrattuale è “vergognoso” o “irricevibile”, a prescindere dalle valutazioni reali, pur di accaparrarsi voti per le RSU e firmare, lo stesso testo contrattuale – senza una virgola di modifica – il giorno successivo alle elezioni RSU. Un giochetto, non di poco conto, ma che dimostrerebbe la pochezza della serietà nei confronti delle categorie rappresentate.

Da parte nostra, non molleremo un minuto di trattativa ed andremo fino in fondo per ottenere risultati positivi per tutti i dipendenti.

Abbiamo anche ribadito come non vogliamo pervenire ad uno scontro con l’ARAN ma non siamo certamente disponibili a subire un contratto nazionale a perdere sui diritti professionali ed economici e se per ottenere i giusti diritti necessiterà ricorrere allo sciopero generale dopo la chiusura delle trattative sulla pre-intesa ci staremo sicuramente.

Una sfida che la FIALS accetta, ben consapevole, che lo sciopero generale nella sanità provoca solo un danno certo e reale ai milioni di pazienti, a coloro che aprono quotidianamente le braccia ai professionisti della sanità, infermieri, ecc. per una speranza di vita.

Se lo sciopero saremo costretti a proclamarlo, vi sarà, da parte nostra, un invito pressante a tutte le altre OO.SS. per far fronte comune e pretendere i giusti diritti economici per tutte le professioni sanitarie e tutti i dipendenti del comparto sanità coinvolgendo anche nelle manifestazioni le Federazioni Nazionali degli Infermieri, dei Tecnici di Radiologia, delle Ostetriche ed altre professioni sanitarie e degli stessi collegi.

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