PRONTE LE TABELLE ECONOMICHE DI EQUIPARAZIONE VALEVOLE PER LA MOBILITA’ DEI DIPENDENTI TRA COMPARTI DEL PUBBLICO IMPIEGO. LA POSIZIONE DELLA FIALS

In attesa del decreto del ministero della Pubblica amministrazione, che conterrà tutti gli strumenti per avviare la mobilità, specie dei 20 mila dipendenti delle Province, il Ministro Madia ha presentato ai sindacati le tabelle sull'equiparazione economica stipendiale per la mobilità.

Le tabelle hanno la finalità di favorire i processi di mobilità fra i comparti di contrattazione del personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni e individuano la corrispondenza fra i livelli economici di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione.

Attraverso queste tabelle, ad esempio, un dipendente in un comparto della pubblica amministrazione potrà essere trasferito, volontariamente o d'ufficio, presso un'altra amministrazione pubblica in cui si registri una carenza d'organico. Il tutto con l'obiettivo di garantire al lavoratore il mantenimento del medesimo livello retributivo.

Il meccanismo è comunque molto complesso e non automatico. Il testo del provvedimento pone, infatti, in capo all'Amministrazione ricevente il compito di valutare il profilo professionale del lavoratore trasferito, la carriera, le competenze, la storia retributiva e di disporne successivamente l'inquadramento. L'amministrazione ricevente, inoltre, nell'inquadramento del dipendente pubblico trasferito dovrà tenere conto anche delle specifiche ed eventuali abilitazioni del profilo professionale di provenienza e di destinazione, con l'avvertenza che in ogni caso le vecchie progressioni economiche non possono spingere il dipendente verso posizioni caratterizzate da un più elevato inquadramento giuridico iniziale.

La bozza del decreto, prevede inoltre, che nei casi di mobilità diversa da quella volontaria, i dipendenti trasferiti mantengono "il trattamento economico fondamentale e accessorio ove più favorevole, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto dall'amministrazione di provenienza al momento dell'inquadramento, mediante un assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.

Questo assegno, che dovrebbe garantire l'equipollenza del trattamento economico del dipendente trasferito verrebbe erogato nei casi "in cui sia individuata la relativa copertura finanziaria, anche a valere sulle facoltà assunzionali". In altri termini questa garanzia, che esclude comunque i premi e altre voci variabili di anno in anno, scatterebbe però nei limiti della copertura finanziaria presente nella Pa di destinazione in danno, peraltro, delle facoltà assunzionali dell'ente ricevente.

Rimane proprio questo aspetto, come ha dichiarato Giuseppe Carbone, Segretario Generale della FIALS, che non convince minimamente lo stesso sindacato.

La mobilità non volontaria deve essere incentivata e non penalizzata, come invece  prevede il decreto Ministeriale con le stesse tabelle aggiunge Carbone, in considerazione che i dipendenti trasferiti manterranno sì il trattamento economico fondamentale e accessorio ma mediante un assegno ad personam riassorbibile con i futuri miglioramenti economici.

Una beffa che si aggiunge agli oltre 6 anni di blocco contrattuale. In massima sintesi gli stessi dipendenti, con un prossimo rinnovo contrattuale, si vedrebbero annullare gli aumenti  economici previsti per l’effetto del riassorbimento dell’assegno ad personam e di conseguenza un blocco senza fine delle retribuzioni, già ferme da sei anni. Un danno economico rilevante per i dipendenti in mobilità che oltre al danno della perdita del loro posto di lavoro subirebbero anche la beffa del blocco dello stipendio dichiara Carbone. Andremmo incontro solo a contenziosi giuridici dei singoli dipendenti.

Non è possibile, tuona il Segretario FIALS, accettare ancora dal Governo Renzi e dalla stessa Madia ulteriori provocazioni, umiliazioni e mortificazioni professionali ed economici per i dipendenti pubblici. La FIALS con la Confsal nel rigettare le tabelle hanno inviato al Ministero della Funzione Pubblica le proprie osservazioni ed emendamenti alla bozza del decreto.

Si allega copia della bozza del decreto con le relative tabelle economiche.

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