PER I PROFESSIONISTI DIPENDENTI PUBBLICI IL CONTRIBUTO ANNUALE DI ISCRIZIONE ALL’ALBO/COLLEGIO/ORDINE E’ A CARICO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Con una nota a tutte le Amministrazioni del Servizio Sanitario Nazionale, il Segretario Generale della FIALS, Giuseppe Carbone, ha fatto presente che le stesse sono tenute a rimborsare ai propri dipendenti interessati il contributo di iscrizione annuale all’Albo/Ordine/Collegio.

La nota, afferma Carbone, è stata inviata in quanto vengono smentite le precedenti interpretazioni rese dalla giurisprudenza della Corte dei Conti e viene confermato un precedente favorevole al riguardo, il parere del Consiglio di Stato del 15 marzo 2011 nell’affare n. 678/2010, ove si afferma che quando sussista il vincolo di esclusività, l’iscrizione all’Albo/Ordine/Collegio è funzionale allo svolgimento di un’attività professionale svolta nell’ambito di una prestazione di lavoro dipendente, e la relativa tassa deve gravare sull’Ente che beneficia in via esclusiva dei risultati di detta attività.

Dalla recente sentenza della Cassazione Civile n.7776 del 16.04.2015, continua Carbone nella sua nota, emerge il generale principio che se l’esercizio della professione è svolto nell’interesse esclusivo dell’Ente datore di lavoro, il pagamento della tassa di iscrizione all’Albo/Ordine/Collegio del dipendente ivi iscritto è a carico dell’Ente datore di lavoro, rientra tra i costi per lo svolgimento di attività che deve gravare sull’Ente stesso, e se tale pagamento viene anticipato dal dipendente deve essere rimborsato dal medesimo Ente.

Non ha convinto, invece, alla Cassazione, cita Carbone, la precedente interpretazione della Corte dei Conti secondo cui la tassa doveva ritenersi «strettamente personale» perché legata all’integrazione del requisito professionale previsto per svolgere il rapporto con l’ente.

Ed ancora, riporta Carbone, l’amministrazione deve rimborsare perché la quota annuale per l’iscrizione all’albo non può ritenersi riconducibile alla retribuzione e ha un regime tributario incompatibile con le spese sostenute nell’interesse della persona, come quelle affrontate per gli studi universitari e per l’acquisizione dell’abilitazione professionale.

Nella stessa nota, Carbone spiega come l’iscrizione all’Albo/Ordine/Collegio da parte del datore di lavoro risulterebbe positivo sia agli stessi Albi/Collegi/Ordini, in quanto gli stessi per la prima volta vedrebbero i loro bilanci più solidi con la possibilità di esercitare più agevolmente le loro funzioni sia dal punto di vista organizzativo che professionale, evitando, nel contempo, il ripetersi dei diversi contenziosi con i professionisti, che ai medesimi professionisti evitando loro il costo dell’iscrizione e conseguentemente la diminuzione patrimoniale.

In conclusione della stessa nota, il Segretario Generale della FIALS, ha chiesto  che le stesse Amministrazioni si facciano carico sia delle spese che i professionisti dipendenti dovranno sostenere per l’iscrizione annuale agli all’Albo/Ordine/Collegio professionali, sia di quelle già sostenute per i cinque anni pregressi al fine, anche, di evitare l'incardinarsi di un contenzioso che inevitabilmente vedrà soccombere le stesse Amministrazioni.

La FIALS, ha dichiarato Carbone, é pronta, per il tramite delle proprie strutture regionali, provinciali ed aziendali, a favorire i singoli professionisti interessati, per la loro tutela dinanzi alle Amministrazioni anche per i preventivi atti di costituzione in mora.

Si allega in pdf la relativa sentenza della Cassazione n. 7776/2015.

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