Il tempo impiegato dagli infermieri per la vestizione e la svestizione deve essere retribuito - Cassazione Civile - Ordinanza 11 febbraio 2019

Il tempo impiegato dagli infermieri per la vestizione e la svestizione deve essere retribuito. Ordinanza della Cassazione civile, Sez. Lavoro, 11 febbraio 2019, n. 3901.

Massima

In orario di lavoro nell'ambito dell'attività infermieristica, nel silenzio della contrattazione collettiva, il tempo di vestizione-svestizione dà diritto alla retribuzione al di là del rapporto sinallagmatico, trattandosi di obbligo imposto dalle superiori esigenze di sicurezza ed igiene, riguardanti sia la gestione del servizio pubblico sia la stessa incolumità del personale addetto.

Fatto

Alcuni infermieri impiegati presso un Ospedale umbro hanno domandato la condanna dell'Ausl competente della Regione Umbria al pagamento del compenso a titolo di indennità per lavoro straordinario, per il tempo occorrente per la vestizione, anticipato di 15 minuti rispetto all'inizio del turno, e per il passaggio di consegne al personale del turno montante al termine dello stesso (15 minuti).

Dopo due gradi di giudizio, viene presentato ricorso in Cassazione, adducendo:

  • Il giudice d’appello non avrebbe correttamente valutato il valore del "tempo divisa" nell'economia della prestazione degli infermieri, consistente in una modalità costante di anticipo e di ritardo rispetto all'orario ordinario finalizzata ad indossare e a dismettere la divisa fornita dall'ospedale;
  • le norme comunitarie, attuate dall'ordinamento nazionale (direttiva CEE 23 novembre 1993 n. 93/104; d.lgs. 8 aprile 2003, n. 66), nel considerare lavoro straordinario ogni attività prestata oltre il normale orario di lavoro, sanciscono che la messa a disposizione del dipendente fuori dall'ordinario tempo della prestazione va necessariamente retribuita; detto principio deve ritenersi applicabile a tutti i rapporti di lavoro, siano essi privati o alle dipendenze di una pubblica amministrazione, ed ogni norma contraria al principio dedotto deve ritenersi abrogata;
  • l'appropriazione, da parte della struttura ospedaliera, del lavoro prestato oltre l'orario normale, avrebbe dovuto far ritenere lo stesso implicitamente autorizzato, atteso che, nella prassi i tempi per la vestizione e la svestizione sono dettati da un obbligo organizzativo scaturente da ragioni prettamente aziendali e non già dalla libera scelta dei dipendenti.

La decisione

Il ricordo è fondato

Motivazioni

La Corte di Cassazione si limita ad affermare di aver già deciso sull'oggetto della controversia, pronunciando il seguente principio di diritto: "In materia di orario di lavoro nell'ambito dell'attività infermieristica, nel silenzio della contrattazione collettiva (nella specie il c.c.n.l. comparto sanità pubblica del 7 aprile 1999), il tempo di vestizione-svestizione dà diritto alla retribuzione al di là del rapporto sinallagmatico, trattandosi di obbligo imposto dalle superiori esigenze di sicurezza ed igiene, riguardanti sia la gestione del servizio pubblico sia la stessa incolumità del personale addetto".


Si allega copia della sentenza - clicca qui

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