FIALS, gli eroi del Covid dimenticati dal Governo: Stato di agitazione e sciopero

Contro la proposta di legge di bilancio 2021 che vede fortemente penalizzate le professioni sanitarie e tutti i dipendenti della sanità, la FIALS scende in piazza.

Così il Segretario Generale della FIALS, Giuseppe Carbone che dichiara “ingiustificabile il mancato riconoscimento dell’indennità di esclusività agli infermieri e alle altre 20 professioni sanitarie, come altrettanto deludente un’indennità professionale infermieristica di pochi euro escludendo le altre professioni sanitarie”.

Non è giustificabile, in questo momento di pandemia che vede tutti i professionisti e dipendenti della sanità impegnati al massimo delle loro competenze e capacità professionali per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini, che il governo preveda aumenti stipendiali mensili dal 1° gennaio 2021, di oltre 300 euro mensili, solo ed unicamente ai medici.

“Gridiamolo insieme, valorizzazione degli operatori sanitari del comparto e una stagione nuova di sanità responsabile”.

Il grido non è soltanto rivolta, dissenso, protesta, ma è anche manifestazione della disperazione dei professionisti della sanità e rivendicazione di pari diritti ai medici in un contesto, anche, di questa nuova ondata pandemica che li vede più affaticati e logorati.  

Tutti i lavoratori della sanità, ognuno con le proprie competenze e specificità, in prima linea in questa pandemia, continuano a dare prova di reggere un sistema sanitario nazionale e regionale che ha dimostrato tutte le sue carenze organizzative.

E’ chiaro che il Governo ha già dimenticato l’importanza di investire sugli “eroi” del covid, diversamente, chiosa Carbone, non avrebbe riconosciuto il grosso lavoro fatto dagli infermieri con un’indennità di 2 euro al giorno e sottovalutare il sostegno e le competenze delle altre professioni sanitarie nei percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali.

Il Governo, con questa legge di bilancio, preveda indennità professionali agli infermieri, ma anche a tutte le restanti professioni sanitarie, agli operatori dell’area socio sanitaria come gli operatori sociosanitari.

Su assunzioni e rinnovo del contratto della sanità nel ddl bilancio 2021 non ci sono investimenti che valorizzino gli operatori sanitari e incrementino le retribuzioni stipendiali che ora rimangono tra le più basse d’Europa. Così come non ci sono risorse aggiuntive per la revisione dell’ordinamento professionale e la classificazione per la progressione di carriera di tutti i dipendenti.

Dal testo del ddl bilancio 2021 sul quale inizia ora il percorso in Parlamento, non ci sono ragioni di attesa o speranza di cambiamenti e quindi la FIALS proclama lo stato di agitazione e va verso lo sciopero generale.

Dobbiamo scendere in piazza tutti insieme, personale infermieristico, tecnico sanitario, di riabilitazione e di prevenzione, operatori dell’area socio sanitaria, assistenti sociali ed OSS, amministrativi e tecnici per manifestare contro un governo che ha perso qualsiasi ragionevolezza nei confronti dei lavoratori della sanità.

E’ inaccettabile, conclude Carbone, che il Governo si ricordi dei lavoratori solo nei momenti di emergenza. FIALS NON CI STA.

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