Assegno unico figli: finalmente è legge

L'assegno unico e universale per i figli introdotto dalla legge di bilancio è divenuto finalmente legge con il sì definitivo del Senato nella tarda serata di martedì 30 marzo 2021.

Un provvedimento legislativo atteso da tempo – dichiara Elena Marrazzi – Responsabile Coordinamento donne della FIALS, che dà il via a una fase nuova per le famiglie e per il Paese, che senza figli, non può avere futuro. Un problema, quello della natalità, che ne evidenzia soprattutto le ripercussioni economiche.

Un punto di partenza nella riforma delle misure per la famiglia – sottolinea Marrazzi - non certamente un punto di arrivo, che per essere attuato richiede, da parte del governo, anche la riforma dell'ISEE, con l’adozione di uno o più decreti, per riordinare, semplificare e potenziare anche progressivamente le misure finalizzate a sostenere le famiglie con figli a carico, grazie appunto all'assegno unico e universale.

Certo avremmo auspicato maggiori risorse, rispetto a quelle previste dalla legge di bilancio 2021, giudicate insufficienti per l'attuazione della misura, così come concepita, che rischia quindi di non essere propriamente "universale" e di lasciare a bocca asciutta molte famiglie italiane.

Diamo atto alla Ministra della Famiglia Elena Bonetti - prosegue Marrazzi - per aver sostenuto fino in fondo l'assegno unico per i figli che ha come obiettivi di favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere soprattutto l'occupazione femminile. Un assegno, definito “universale” perché si fonda sul principio universalistico, che prevede l'attribuzione dell'aiuto a tutti i nuclei familiari che hanno figli, nei limiti naturalmente delle risorse disponibili. L'assegno infatti viene modulato in base all'ISEE del nucleo familiare e all'età dei figli a carico. Per quanto riguarda le modalità di corresponsione sono previste due opzioni: il credito d'imposta o il versamento mensile di una somma di denaro.

Nell’ambito dell’ "assegno unico" sono comprese tutte le detrazioni, gli incentivi, gli assegni, gli sgravi e i mini bonus già previsti per le famiglie italiane con figli, che resteranno attivi fino all'entrata a regime dell'assegno unico e universale. L’assegno unico sostituirà l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, l'assegno di natalità, il premio alla nascita, il fondo di sostegno alla natalità, le detrazioni fiscali contemplate dal Testo Unico delle imposte sui redditi per i figli a carico, l'assegno per il nucleo familiare e gli assegni familiari contemplati dal TU delle norme sugli assegni familiari.

L'assegno unico, destinato alle famiglie con prole,viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni dei figli, limite di età che non è previsto se il figlio è disabile. viene riconosciuto a entrambi i genitori nella stessa misura. In assenza il beneficio spetta a chi esercita la responsabilità genitoriale. In presenza di una crisi coniugale che porta alla separazione o al divorzio, se i coniugi non si accordano, l'assegno spetta al genitore presso cui sono affidati i figli.

La norma legislativa – sostiene Marrazzi – non pone equivoci di sorta sui requisiti di accesso all’assegno unico, a cui hanno diritto i soggetti che presentano i seguenti requisiti:

  1. possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea o di uno Stato non appartenente all'Unione europea o del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale;
  2. assoggettamento al pagamento dell'imposta sul reddito nel territorio italiano;
  3. residenza e domicilio con i figli a carico nel territorio italiano e per tutta la durata del beneficio;
  4. residenza in Italia per almeno due anni, anche se non in modo continuativo, o titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o determinato purché della durata minima di 2 anni.

L'importo dell'assegno unico e universale, in base alla legge, varia in base al variare dall'ISEE del nucleo familiare e alla presenza al suo interno di più figli o di figli con disabilità e verrà riconosciuto a tutte le famiglie per ogni figlio, anche se sugli importi esatti occorrerà attendere i decreti attuativi.

Al momento le previsioni parlano di 250 euro mensili a figlio, ma tutto dipende dalle risorse, che al momento non sono disponibili per soddisfare tutti i possibili destinatari.

L'importo dell'assegno - ricorda il Coordinatore delle donne della FIALS -  in ogni caso sarà maggiorato rispetto a quello previsto per i figli minorenni e per quelli di maggiore età a carico se ricorrono le seguenti ipotesi:

  • se nascono altri figli dopo il secondo;
  • se le madri hanno un'età inferiore ai 21 anni;
  • se nascono figli con disabilità. In loro favore è prevista una maggiorazione non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, che varia in base al grado della disabilità. La sola maggiorazione viene a cessare quando il figlio disabile raggiunge i 21 anni di età, sempre che sia ancora a carico dei genitori.

La decorrenza di tale assegno unico è prevista a partire dal 1°luglio 2021.

Per quanto attiene i figli maggiorenni dai 18 ai 21 anni, l'assegno unico viene riconosciuto in misura inferiore rispetto a quello previsto in favore dei minori, può essere corrisposto in via diretta al figlio.

Costoro però possono godere dell'assegno unico se risultano iscritti a un corso professionale o di laurea, se svolgono tirocinio o un'attività lavorativa retribuita con un importo annuale che non supera una certa soglia, se sono occupati nel servizio civile o se risultano in stato di disoccupazione e in cerca di un lavoro presso un centro per l'impiego o un'agenzia per il lavoro.

L'assegno unico rimane compatibile sia con il reddito che con la pensione di cittadinanza, anche se naturalmente ai fini della determinazione del suo ammontare si tiene conto della quota del beneficio di cittadinanza spettante ai minori. Esso è altresì compatibile con gli aiuti erogati dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli altri enti locali.

La misura – conclude Elena Marrazzi - non preclude inoltre ai genitori di figli disabili di chiedere o calcolare prestazioni sociali agevolate, trattamenti di tipo assistenziale e altri benefici e prestazioni sociali previsti nello specifico per figli affetti da disabilità. La misura è infine compatibile con le borse lavoro che hanno lo scopo d'includere o avvicinare i disabili al mondo del lavoro.

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